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Il Rugby: uno sport, uno stile di vita

rugby ball

Il Rugby: uno sport, uno stile di vita

Il Rugby è uno sport che dietro un’apparenza violenta nasconde una sportività eccezionale, che unisce giocatori e tifosi nel più grave; assoluto rispetto.

Quegli omoni grandi e grossi, dalle infinite masse muscolari, che si accapigliano per la conquista della palla senza risparmiarsi spinte, trattenute e vere e proprie ammucchiate, lasciano esclusivamente sul campo ogni violenza (che d’altra parte rientra nelle regole del gioco), per ritrovarsi alla fine di ogni partita e festeggiare tutti insieme, squadre avversarie e tifoserie.

Questo sport di squadra, che vanta nobili origini, è praticato in molte parti del mondo, a partire dal Regno Unito e dalle sue ex-colonie (Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa), da Irlanda, Francia, Argentina e molte altre tra cui l’Italia, che sta iniziando a conoscerlo ed apprezzarlo.

La storia del Rugby

Nel XIX secolo “Rugby” era il nome di una delle scuole più prestigiose del Regno Unito. La “leggenda” vuole che sia stato proprio uno studente di questa scuola, tale William Webb Ellis a inventare il gioco nel lontano 1823. Durante una partita scolastica di “football”, infatti, Webb Ellis prese la palla in mano e si diresse correndo verso la linea di fondo avversaria. Di per se questo gesto non sarebbe così significativo, visto che all’epoca molti sport non erano ancora dotati di regole standard, tra cui appunto il “football” che si poteva giocare utilizzando sia le mani che i piedi. D’altra parte fu a partire da quell’azione che si decise di ufficializzare la presa della palla con le mani in quello che così divenne il “gioco della Rugby School”, e che piano piano si diffuse in tutta l’Inghilterra. Nel 1871 venne fondata la prima federazione inglese, la Rugby Football Union, che si preoccupò di standardizzare le regole del gioco. Tutt’oggi il principale torneo di Rugby dedica il suo trofeo a Webb Elliss.

Il gioco

Con il termine Rugby si intendono in realtà diverse discipline: le due principali sono il Rugby a 15 e il Rugby a 13 (dette rispettivamente Union e League in Australia e Nuova Zelanda), che sono anche quelle più diffuse e giocate a livello agonistico. Di entrambe esiste anche una versione detta di Rugby a 7.

campo da rugby

Le principali caratteristiche comuni ai tre tipi sono:
– il campo da gioco
– le porte
– il pallone ovale
– il divieto di passaggio in avanti del pallone lanciandolo con le mani: si guadagna terreno solo correndo con il pallone oppure calciandolo.

Le principali differenze invece sono:

Rugby a 15

– si gioca con 15 giocatori;
– la mischia: a seguito di un certo tipo di fallo la palla deve essere contesa tra le due squadre attraverso la mischia. I giocatori si raggruppano spingendosi uno contro l’altro per conquistare il possesso della palla;
– la touche: ovvero la rimessa laterale. La palla viene lanciata da bordo campo tra due file parallele di giocatori, che tentano di afferrarla sollevando in aria i compagni;
– non si può trattenere la palla quando si cade con essa: ciò comporta che il possesso di palla, a seguito di una caduta, viene conteso tra i giocatori che arrivano a creare vere e proprie montagne umane.

Rugby a 13

– si gioca con 13 giocatori;
– la mischia ha un’importanza notevolmente ridotta;
– la touche non esiste;
– si può trattenere la palla quando si cade con essa. L’avversario quindi non se ne può impossessare a meno che non sia riuscito a far perdere la palla con il placcaggio. Dopo 5 placcaggi consecutivi però la palla passa direttamente all’avversario.

Principali tornei di Rugby

Le principali sfide internazionali delle squadre di Rugby a 15 (il più giocato) sono la Coppa del Mondo di Rugby, che si disputa ogni 4 anni, e due tornei annuali: il Sei Nazioni, che si svolge nell’emisfero boreale e il Tri Nations che si svolge nell’emisfero australe.

A livello nazionale il campionato italiano di maggior livello è il Super 10. Le squadre che ultimamente hanno sempre lottato per questo titolo sono: Benetton Rugby Treviso, Rugby Calvisano, Petrarca Rugby (Padova), Arix Viadana, e le due squadre di Parma (Overmach Rugby Parma e GRAN Rugby).

Il Sei Nazioni è il torneo che viene giocato tra Galles, Irlanda, Scozia, Inghilterra, Francia e Italia (solo dal 2000). La particolarità di questo torneo è l’assegnazione, oltre al premio principale, il Trofeo delle Sei Nazioni, di diversi premi secondari molto sentiti dalle squadre e dalle tifoserie:

Grande Slam: per la squadra che riesce a vincere tutte e 5 le partite del torneo;
Triple Crown: per la squadra che, tra le 4 britanniche, riesce a vincere le altre 3;
Calcutta Cup: per chi vince nella partita Inghilterra – Scozia;
Trofeo Garibaldi: per chi vince nella partita Francia – Italia;
Wooden Spoon altrimenti detto Cucchiaio di legno: per la squadra che si classifica all’ultimo posto del torneo!

I Mondiali 2007 sono attualmente in corso e proprio il 30 settembre la nazionale italiana ha giocato la sua ultima partita, perdendo per un soffio contro la Scozia e non riuscendo a qualificarsi per i quarti di finale.

Il Sei Nazioni 2007 invece si è giocato in inverno e quest’anno l’Italia ha ottenuto un buon risultato, riuscendo a sfuggire l’ennesimo Cucchiaio di legno e qualificandosi al 4° posto!

Curiositá: Il Terzo Tempo

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, il Rugby è un gioco che mette in campo una sportività eccezionale, la riprova è la persistenza di una lunga tradizione, che è praticamente una regola non scritta: il “Terzo Tempo”, vigente anche nella massima serie italiana, “Il Super 10”.

Il Terzo Tempo è il “tempo ” di gioco che si svolge a fine partita, quando i giocatori delle due squadre, lo staff, i tifosi si ritrovano insieme per festeggiare l’incontro appena concluso.

La tradizione prevede anche che la squadra che gioca in casa offra a tutti un banchetto e durante la festa passano tutte le tensioni dovute al gioco!
Quest’atmosfera di rispetto e divertimento in realtà è costante anche tra le tifoserie che negli stadi non si dispongono l’una contro l’altra. I tifosi si mescolano in uno spirito di comunione, condividendo cibo, bevande e amicizie. La riprova è che sono molte le famiglie con bambini che assistono agli incontri.

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